VIAGGIO NELL'OROLOGIO

IL VETRO E LA LUNETTA
Posto a protezione del quadrante, il VETRO di un orologio nonostante il nome è ormai realizzato con vari materiali dalle caratteristiche differenti tra loro, che presentano ognuno vantaggi e svantaggi per l'utente che acquista l'orologio.

A sua volta, poi, il vetro è supportato da una specifica parte della cassa denominata LUNETTA. Oggi normalmente in commercio si trovano vetri di tre tipi: in PLEXIGLAS, di tipo MINERALE e di tipo ZAFFIRO, ognuno con prezzi e caratteristiche ben differenziati. Il vetro in plexiglas (una particolare materia plastica) è il meno resistente dei tre rispetto agli urti, ma costa molto poco e può essere lucidato per cancellare eventuali graffi antiestetici. Il vetro minerale è più resistente di quello in plexiglas ma, se non temprato, è soggetto a graffi che non possono essere eliminati se non con la sostituzione del vetro. Il costo, comunque, rimane accettabile. Il vetro zaffiro vanta, infine, caratteristiche straordinarie per quanto riguarda la resistenza agli urti e la durezza superficiale antigraffio. Costa però moltissimo(anche alcune centinaia di mila lire) e se malauguratamente si dovesse rompere (può anche accadere) oltre al costo della sua sostituzione va conteggiata nel prezzo della riparazione una totale revisione del movimento. Il vetro zaffiro, infatti, quando si rompe tende a polverizzarsi in frammenti microscopici che penetrano ovunque, infilandosi anche tra i vari ingranaggi delle ruote. Se non eliminati, vista la loro durezza, portano a usure che, nell'arco di poco tempo, si potrebbero rivelare deleterie per l'orologio. Dal momento che il vetro in plexiglas è molto elastico, questo viene montato sulla lunetta semplicemente ad incastro.

La Cassa

I vetri minerale e zaffiro, invece, sono assolutamente rigidi e vanno montati con l'interposizione di una guarnizione (in teflon o materiali simili). La lunetta a sua volta è montata sulla carrure generalmente in tre modi: a "scatto", piantata per interferenza o serrata con viti. Con la dicitura a "scatto" si intende una tipologia simile a quella dei fondelli, con un gradino interno che tiene in posizione la lunetta rispetto alla carrure. Il piantaggio per interferenza, invece, è un termine tecnico che in meccanica indica un forte incastro tra due elementi,effettuato mediante una pressa. Il sistema a scatto veniva utilizzato suprattutto in passato, mentre oggi si preferisce utilizzare il piantaggio perché assicura una migliore impermeabilità e minori possibilità di deformazioni.
Infine il sistema con viti di serraggio consente un'ottima impermeabilizzazione (sempre, con interposizione di guarnizioni), è il più costoso da realizzare, ma permette di "giocare" con l'estetica delle viti per dare personalità al disegno dell'orologio. Sulla lunetta, in genere quando è piantata per interferenza, può anche essere montata una ghiera girevole. Sulla lunetta e sulla ghiera vengono praticate due scanalature, posizionate l'una in corrispondenza dell'altra, con una molla interna che permette una rotazione relativa e che garantisce comunque un certo contrasto per non far girare la ghiera troppo liberamente. Se questa, poi, è girevole unidirezionale, una serie di gradini opportunamente sagomati od una linguetta obbligheranno il senso di rotazione in un solo verso.

La carica automatica


Vari tentativi sono stati fatti a partire dalla metà del 1700 per dotare l'orologio meccanico di un sistema di ricarica che sfruttasse i movimenti della persona, attraverso una MASSA OSCILLANTE, per trasmettere il moto alla molla di carica.
Nel campo degli orologi da polso solo negli anni '20-'30, però, si è giunti a sistemi veramente funzionali ed affidabili, soprattutto con il brevetto Rolex del ROTORE LIBERO che carica a 360°, come ancora oggi avviene per la stragrande maggioranza dei MOVIMENTI AUTOMATICI. Il funzionamento del sistema vede un rotore a forma di mezza luna, e quindi pesante tutto da una parte, imperniato ad un asse centrale mediante interposizione di un . Una ruota dentata collegata con il rotore, tramite un treno di ingranaggi, trasferisce poi la forza di rotazione e ne riduce la velocità fino al BARILETTO e quindi alla MOLLA DI CARICA. Portando l'orologio al polso, quando si muove il braccio, il rotore tende sempre ad assumere la posizione più bassa, attratto verso terra dalla forza di gravità. Grazie, dunque, a questi continui minimi spostamenti nell'arco dell'intera giornata la molla di carica viene tenuta sempre caricata al massimo. Rispetto al movimento a carica manuale, poi, per non rischiare di rovinare la molla con una tensione eccessiva trasmessale dal rotore, questa è libera di scivolare all'interno del bariletto e non ha un blocco di fine corsa. Nella versione di movimento automatico tecnicamente più semplice, il rotore può caricare esclusivamente girando in un senso, mentre nell'altro è libero e gira a vuoto. In genere, però, si è definitivamente affermata la ricarica nei due sensi di rotazione con l'aggiunta al sistema di un dispositivo denominato INVERTITORE.
Se anche il rotore oscilla alternativamente in senso orario o in senso antiorario, l'invertitore riduce il moto sempre ad un unico senso di rotazione, quello utile per far girare il bariletto. Il gruppo meccanico che supporta il rotore e che contiene i rotismi di collegamento con il bariletto, in molti calibri ancora oggi è un elemento aggiunto a quello che altrimenti sarebbe un normale movimento a carica manuale. Questa costruzione modulare ha un doppio scopo: facilitare le revisioni (il modulo se non è rotto si rimuove in un attimo svitando poche viti) e unificare la produzione industriale per i due tipi di movimenti (manuale e automatico) abbassando i costi. La presenza della ricarica automatica sovrapposta al normale movimento ha sempre portato come conseguenza un aumento dello spessore totaledel calibro. A ciò si è ovviato nel tempo integrando il più possibile gli ingranaggi all'interno dello spazio del calibro, fino ad arrivare al microrotore decentrato tutto compreso nello spessore totale del calibro. Oggi, comunque, anche gli automatici a rotore centrale non hanno spessori eccessivi che, per alloggiare il movimento nella cassa, condizionino l'estetica generale dell'orologio.